Meglio Matti che Corti 2021 - Videopresentazione


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Arrivati a Modena cento video da tutto il mondo, sette le storie selezionate: “Meglio matti che corti” annuncia i finalisti

Il concorso Meglio Matti Che Corti - giunto alla sua settima edizione - ha lo scopo di raccogliere e premiare le migliori storie che raccontano il mondo della salute mentale attraverso il linguaggio dei cortometraggi. Stamattina sono stati annunciati i video finalisti: tra questi anche Eggshell, una coproduzione italo-irlandese. Il 12 novembre la premiazione dei vincitori

E’ uno degli appuntamenti più attesi di Màt, che chiude in grande la Settimana della Salute Mentale. Giunto alla settima edizione, il concorso internazionale Meglio Matti Che Corti -  promosso e organizzato da Arci e dall’AUSL di Modena - vuole diffondere una cultura di inclusione, di sensibilizzazione e di lotta al pregiudizio, indagando il mondo della salute mentale e le storie di chi lo vive. Quale modo migliore di utilizzare il linguaggio cinematografico per dar voce ai cittadini e a tutti gli operatori che ogni giorno si impegnano per ridurre la sofferenza e migliorare la qualità di vita di chi accede ai servizi?

 

Quest’anno sono oltre 100 gli autori da tutti il mondo che hanno inviato la propria opera per il concorso e la selezione dei film finalisti è stata curata da Ennesimo Film Festival (www.ennesimofilmfestival.com). 

I cortometraggi arrivati in finale sono sette: The bath (Anissa Daoud, Francia, Tunisia); I’m not telling you anything, just sayin (Milardović Sanja, Croazia, Francia); All that’s left (Hugo Salvaire, Belgio); Submarine man (Jake Morris, Regno Unito); Eggshell (Ryan William, Irlanda, Italia); Phase 5 (Valdés Carles, Spagna); Motus. Not a word (Wallace Elodie, Francia).

 

Due sono i premi per i quali concorrono questi migliori sette. Il Premio Vittorio Saltini che sarà assegnato da una Giuria tecnica formata da Fabrizio Starace (Direttore Dipartimento di Salute Mentale Ausl di Modena), Roberto Roversi (Presidente nazionale U.C.C.A) e Leonardo Gandini (Professore Università di Modena e Reggio Emilia) e il Premio del pubblico che sarà scelto dagli spettatori della serata di proiezione - il 12 novembre presso il cinema Astra di Modena  - attraverso un’apposita scheda voto.

La partecipazione all’evento sarà possibile previo prenotazione sulla piattaforma Eventbrite

o dal sito modenaviaemiliadocfest.it e sino ad esaurimento dei posti disponibili.
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Radiocronaca - Lo Psicofarmaco Psichedelico con Piero Cipriano, psichiatra

Lo scrittore David Foster Wallece disse: "Gli psichedelici potrebbero essere l'estintore che spegne l'incendio del grattacielo che induce le persone depresse a gettarsi di sotto per sottrarsi alle fiamme".

Piero Cipriano ha volto assieme ad uno storico di Reggio Emilia la storia della psichedelica e ci ha fatto comprendere il senso di cambiare la propria mente per accedere ad una migliore salute di comunità.

In fondo sarebbe qualcosa di molto simili all'uso del Kikajon nei misteri eleusini frequentati da intellettuali e dirigenti, ma anche dal popolo; quindi molto attinente alla nostra cultura Greca.

Di seguito la nostra intervista a Piero Cipriano

https://www.youtube.com/watch?v=YdyUgHPIzBw&t=1s

Radiocronaca - Adattamento alle crisi collettive e psicopatologia

Martedì 19 Ottobre alle 18.30 a Lo Spazio Nuovo di Modena si è svolto il seminario "Adattamento alle crisi collettive e psicopatologia", di cui è stato protagonista il Professor Paolo Cianconi (medico specialista in psichiatria, antropologo e Phd in Neuroscienze) introdotto da Silvia Ferrari, Professoressa Associata presso: Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore. L'evento, a cura di Associazione Idee in Circolo e Unimore, si è caratterizzato per i numerosi spunti emersi e ci ha portato a riflettere con profondità su varie tematiche. Fondamentale, nel racconto di Cianconi, è stato il riferimento alla terribile pandemia in atto e a come questa abbia inevitabilmente mutato il senso di onnipotenza avvertito fino ad oggi dalla nostra società globalizzata. Il nostro adattamento agli ambienti assume necessariamente contorni di vulnerabilità, poiché questi ultimi si presentano connotati da forze impersonali che producono cambi di regime. Ma quali sono le reazioni della nostra mente a questi intensi mutamenti che scalfiscono la consueta stabilità della nostra società? Indubbio è che il Covid abbia apportato mutamenti straordinari nelle società postmoderne, trovandoci impreparati e costringendoci ad adottare delle difese. Cianconi ha fatto il punto sul significato di alcuni termini tecnici relativi all'argomento in esame, come quello di "tipping point" (punto di non ritorno) ed ha specificato come le tante variabili coinvolte, e la relativa stabilità vicino ad un punto critico, possano non far comprendere bene alcuni segnali d'allarme. Con un "cambio di regime" si assiste alla perdita dell'equilibrio precedente, ed esempio tipico può essere rappresentato dalla combinazione dei cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta. In questi casi si assiste a conseguenze sociali e culturali importanti. La combinazione dei fattori di mutamento, il cambio di regime e le conseguenze sociali e culturali costituiscono il concetto di "zOna".Importante è comprendere e perfino anticipare i mutamenti provocati dalle "zOne". Queste sono causa di "caoticità diffusa" (come, ad esempio, si può rilevare dall'incombere di idee e comportamenti irrazionali), relativizzazione, consapevolezza di una "interruzione" (viene concettualizzato un prima e un dopo la "zOna", in seguito alla quale tutto è differente). Si è approfondito quindi il concetto di "adattamento", specificando, tra le altre cose, come le specie abbiano tre maniere di adattarsi ai cambiamenti climatici: la genetica, il comportamento e la migrazione. La tecnologia, a sua volta, diventata sempre più importante nell'esistenza delle persone, risulta il principale adattamento fenotipico per il comportamento umano, ma ha una valenza non univoca: da una parte gli strumenti tecnologici sono considerati come i primi mezzi per affrontare la crisi climatica, dall'altra vengono utilizzati anche per obiettivi completamente opposti rispetto all'adattamento delle specie. Cianconi ha successivamente parlato di come la mente umana reagisca a tutto ciò, evidenziando vari spunti di riflessione, tra cui il cosiddetto "paradosso della resilienza", definito come un "atteggiamento di attesa" determinato da un conflitto interiore tra la necessità di una reazione al pericolo e l'urgenza di una protezione della mente dall'essere sopraffatta. E se da una parte il ruolo del comportamento umano è fondamentale per l'attuale problema ambientale, dall'altro si assiste ad un "intorpidimento ambientale", per cui molte persone (la maggior parte) non pensa a questo tema, assumendo da essa una "distanza psicologica", che risulta più forte se il fenomeno è più lontano nel tempo, si verifica in un posto lontano, è poco probabile accada, si verifica ad individui meno simili a noi.

Il seminario è continuato analizzando altri aspetti di problemi così complessi e variegati, che, naturalmente, richiedono l'attivarsi concreto di soluzioni atte ad una loro risoluzione o quantomeno, ci viene da dire, ad un arginamento delle conseguenze più deleterie. Si può concludere affermando che  già la consapevolezza di come la nostra mente reagisca a questi periodi di "crisi" o, si potrebbe anche dire, di passaggi verso altri equilibri a cui noi , però, non siamo preparati, è importantissimo per contribuire, nel nostro piccolo, ad un migliore adattamento. Nello spazio di una "radiocronaca" non possiamo raccontare tutte le informazioni consegnateci da Cianconi, ma abbiamo cercato comunque di trasmettere alcuni dei messaggi più importanti. Vi invitiamo, per una maggiore riflessione, a seguire la nostra video-interevista.

https://www.youtube.com/watch?v=83wbJt0oAEE

MÀT Modena è un progetto ARCI Modena — Via IV Novembre 40/L — 41123 Modena (MO) — settimanasalutementale@arcimo.it

 

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