Contenere la contenzione, responsabilità professionale e posizione di garanzia
Il Convegno offrirà una preziosa ed autorevole occasione di confronto ed informazione rivolta a cittadini, alle persone assistite dai servizi di salute mentale, ai professionisti, ai giuristi, al mondo politico, per affrontare il tema sensibile e purtroppo ancora diffuso della contenzione meccanica nelle persone che soffrono di malattia mentale. La contenzione meccanica dei pazienti psichiatrici, in situazioni di emergenza, è una delle questioni più controverse e dibattute in Italia e nella comunità internazionale. La pratica della contenzione solleva enormi problemi di ordine etico-deontologico, tecnico-clinico, giuridico e medico-legale. Se esistono posizioni, in ambito giuridico e psichiatrico, che assimilano la contenzione meccanica a una pratica (da utilizzare in stato di necessità) in assenza della quale si configurerebbe il rischio di abbandono di incapace, molto diffusa è la posizione alternativa che sostiene la illegittimità etica e giuridico-costituzionale di questo strumento, che ne nega la valenza medica o terapeutica e che considera il suo (ab)uso come passibile di integrare il reato di sequestro di persona e, secondo le circostanze, quello di violenza privata e di maltrattamenti. L’importanza di determinare un cambiamento culturale attraverso occasioni di riflessione ed approfondimento è confermata dalla voce dei diversi relatori. Il valore simbolico di tenere questo
incontro a Carpi risiede nel riconoscimento del SPDC carpigiano quale struttura in cui da anni non si pratica la contenzione.
Intervengono: Lene Lauge Berring (Danimarca), Barbara Bosi, Valentina Calderone, Stefano Canestrari, Michele Capano, Luca Cimino, Andrea Fabbo, Gian Maria Galeazzi, Maria Gertrude D’Aloya, Lorenzo Toresini, Roberto Zanfini
[Evento accreditato ECM: accesso tramite iscrizione sul sito https://tom.ausl.mo.it/]
Auditorium San Rocco, Via S. Rocco 1