Salute mentale, a Modena il racconto del disagio psichico ai tempi della pandemia - repubblica.it -

https://www.repubblica.it/salute/2021/11/03/news/salute_mentale_a_modena_eventi_per_raccontare_il_disagio_psichico_ai_tempi_della_pandemia-320256436/

Màt è la più grande manifestazione in Italia dedicata a questi disturbi. Gli effetti psicologici e sociali legati al Covid

Màt è la più grande manifestazione corale in Italia dedicata al disagio mentale. Si terrà dal 16 al 23 ottobre e ospiterà 100 incontri, approfondimenti, spettacoli. Un evento che seguirà di pochi giorni la Giornata mondiale della salute mentale, domenica 10 ottobre. "E' un momento importante per rilanciare nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico e, al suo interno, il sistema di cura per la salute mentale. Obiettivo di Màt è superare lo stigma e il pregiudizio legati alla malattia mentale", spiega Fabrizio Starace, psichiatra direttore del Festival e del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Azienda Ausl di Modena, nonché Componente del Consiglio Superiore di Sanità.

Con l'epidemia è stato registrato un aumento di almeno del 30% delle persone con disturbi psichici e psichiatrici. Un problema che in un'Italia già in difficoltà sul fronte dei servizi e dei finanziamenti si sta rivelando drammatico. Cresce infatti la pressione sui centri di salute mentale, con il nostro paese tuttora fanalino di coda in Europa per le risorse a loro destinate.

L'Italia - considerata dall'Oms punto di riferimento per la deistituzionalizzazione, la chiusura dei manicomi e l'attivazione di una rete di servizi territoriali - presenta ancora troppe criticità e le persone con disturbi mentali continuano a ricevere risposte inadeguate: sono circa 830 mila le persone seguite dai DSM, ma l'Istat stima in oltre 3 milioni gli adulti che necessitano di presa in carico. "Il mondo della salute mentale vive già da anni una sorta di paradosso: a fronte di una domanda crescente di intervento si ha una riduzione lenta ma progressiva delle capacità di risposta - sottolinea Starace - Da anni la richiesta delle persone che si rivolgono ai nostri servizi di salute mentale per supporto, assistenza e intervento eccede la nostra capacità di dare risposte appropriate di oltre il 50%. E' come se ci recassimo in un pronto soccorso e lo trovassimo già sommerso di barelle perché la dotazione ordinaria risulta insufficiente. Questa è la condizione che stabilmente precedeva l'inizio della pandemia: ora il problema è divenuto emergenza".

L'analisi di quello che è accaduto in questi ultimi mesi offre un'opportunità decisiva, forse irripetibile, per rilanciare nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico e, al suo interno, il sistema di cura per la salute mentale. "Come avvenne alla fine degli anni '70 con la legge 833 e con la legge 180 che l'aveva preceduta, anche in questo caso l'obiettivo è la progettazione e costruzione di un nuovo welfare di inclusione, riprendendo e attualizzando i princìpi di quella grande stagione di riforme - prosegue Starace - L'undicesima edizione di Màt vuole dare concretezza a un dibattito che troppo spesso rimane solo teorico e dà ampio spazio alle esperienze che valorizzano i temi della comunità, del territorio, della domiciliarità: queste sono le parole chiave per un significativo rinnovamento della cultura e dell'offerta assistenziale, a beneficio delle persone con esperienza di sofferenza mentale e degli operatori dei servizi. La persona, con un nome e un volto unico e irripetibile, portatrice di esigenze e diritti, diviene soggetto protagonista del proprio percorso di cura e non passivo oggetto di interventi".

Il programma

I seminari e convegni approfondiranno la salute mentale nei diversi ambiti: il corpo, con il body-shaming e il disagio psichico che ne deriva; gli adolescenti e la scuola; il lavoro e la promozione di un dialogo multidisciplinare. Fra gli appuntamenti anche spettacoli teatrali dove gli attori sono proprio i pazienti. Numerosi gli incontri musicali, tra cui un reading che affronta il tema della libertà e dei diritti individuali partendo da narrazioni di donne che corrispondono a tre fasi della storia della psichiatria. Sei le mostre proposte, da quelle fotografiche a quelle artistiche, mentre il concorso di cortometraggi "Meglio Matti che Corti", alla settima edizione, indagherà il mondo della salute mentale e le storie di chi lo vive.


Salute mentale, a Modena il racconto del disagio psichico ai tempi della pandemia - Messaggero Veneto -

https://messaggeroveneto.gelocal.it/salute/2021/11/03/news/salute_mentale_a_modena_eventi_per_raccontare_il_disagio_psichico_ai_tempi_della_pandemia-320256436/

Màt è la più grande manifestazione in Italia dedicata a questi disturbi. Gli effetti psicologici e sociali legati al Covid 06 OTTOBRE 2021

Màt è la più grande manifestazione corale in Italia dedicata al disagio mentale. Si terrà dal 16 al 23 ottobre e ospiterà 100 incontri, approfondimenti, spettacoli. Un evento che seguirà di pochi giorni la Giornata mondiale della salute mentale, domenica 10 ottobre. "E' un momento importante per rilanciare nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico e, al suo interno, il sistema di cura per la salute mentale. Obiettivo di Màt è superare lo stigma e il pregiudizio legati alla malattia mentale", spiega Fabrizio Starace, psichiatra direttore del Festival e del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Azienda Ausl di Modena, nonché Componente del Consiglio Superiore di Sanità.

Con l'epidemia è stato registrato un aumento di almeno del 30% delle persone con disturbi psichici e psichiatrici. Un problema che in un'Italia già in difficoltà sul fronte dei servizi e dei finanziamenti si sta rivelando drammatico. Cresce infatti la pressione sui centri di salute mentale, con il nostro paese tuttora fanalino di coda in Europa per le risorse a loro destinate.

L'Italia - considerata dall'Oms punto di riferimento per la deistituzionalizzazione, la chiusura dei manicomi e l'attivazione di una rete di servizi territoriali - presenta ancora troppe criticità e le persone con disturbi mentali continuano a ricevere risposte inadeguate: sono circa 830 mila le persone seguite dai DSM, ma l'Istat stima in oltre 3 milioni gli adulti che necessitano di presa in carico. "Il mondo della salute mentale vive già da anni una sorta di paradosso: a fronte di una domanda crescente di intervento si ha una riduzione lenta ma progressiva delle capacità di risposta - sottolinea Starace - Da anni la richiesta delle persone che si rivolgono ai nostri servizi di salute mentale per supporto, assistenza e intervento eccede la nostra capacità di dare risposte appropriate di oltre il 50%. E' come se ci recassimo in un pronto soccorso e lo trovassimo già sommerso di barelle perché la dotazione ordinaria risulta insufficiente. Questa è la condizione che stabilmente precedeva l'inizio della pandemia: ora il problema è divenuto emergenza".

L'analisi di quello che è accaduto in questi ultimi mesi offre un'opportunità decisiva, forse irripetibile, per rilanciare nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico e, al suo interno, il sistema di cura per la salute mentale. "Come avvenne alla fine degli anni '70 con la legge 833 e con la legge 180 che l'aveva preceduta, anche in questo caso l'obiettivo è la progettazione e costruzione di un nuovo welfare di inclusione, riprendendo e attualizzando i princìpi di quella grande stagione di riforme - prosegue Starace - L'undicesima edizione di Màt vuole dare concretezza a un dibattito che troppo spesso rimane solo teorico e dà ampio spazio alle esperienze che valorizzano i temi della comunità, del territorio, della domiciliarità: queste sono le parole chiave per un significativo rinnovamento della cultura e dell'offerta assistenziale, a beneficio delle persone con esperienza di sofferenza mentale e degli operatori dei servizi. La persona, con un nome e un volto unico e irripetibile, portatrice di esigenze e diritti, diviene soggetto protagonista del proprio percorso di cura e non passivo oggetto di interventi".

Il programma

I seminari e convegni approfondiranno la salute mentale nei diversi ambiti: il corpo, con il body-shaming e il disagio psichico che ne deriva; gli adolescenti e la scuola; il lavoro e la promozione di un dialogo multidisciplinare. Fra gli appuntamenti anche spettacoli teatrali dove gli attori sono proprio i pazienti. Numerosi gli incontri musicali, tra cui un reading che affronta il tema della libertà e dei diritti individuali partendo da narrazioni di donne che corrispondono a tre fasi della storia della psichiatria. Sei le mostre proposte, da quelle fotografiche a quelle artistiche, mentre il concorso di cortometraggi "Meglio Matti che Corti", alla settima edizione, indagherà il mondo della salute mentale e le storie di chi lo vive.


Salute mentale, a Modena il racconto del disagio psichico ai tempi della pandemia - Il Corriere delle Alpi-

https://corrierealpi.gelocal.it/salute/2021/11/03/news/salute_mentale_a_modena_eventi_per_raccontare_il_disagio_psichico_ai_tempi_della_pandemia-320256436/

Màt è la più grande manifestazione in Italia dedicata a questi disturbi. Gli effetti psicologici e sociali legati al Covid 06 OTTOBRE 2021

Màt è la più grande manifestazione corale in Italia dedicata al disagio mentale. Si terrà dal 16 al 23 ottobre e ospiterà 100 incontri, approfondimenti, spettacoli. Un evento che seguirà di pochi giorni la Giornata mondiale della salute mentale, domenica 10 ottobre. "E' un momento importante per rilanciare nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico e, al suo interno, il sistema di cura per la salute mentale. Obiettivo di Màt è superare lo stigma e il pregiudizio legati alla malattia mentale", spiega Fabrizio Starace, psichiatra direttore del Festival e del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Azienda Ausl di Modena, nonché Componente del Consiglio Superiore di Sanità.

Con l'epidemia è stato registrato un aumento di almeno del 30% delle persone con disturbi psichici e psichiatrici. Un problema che in un'Italia già in difficoltà sul fronte dei servizi e dei finanziamenti si sta rivelando drammatico. Cresce infatti la pressione sui centri di salute mentale, con il nostro paese tuttora fanalino di coda in Europa per le risorse a loro destinate.

L'Italia - considerata dall'Oms punto di riferimento per la deistituzionalizzazione, la chiusura dei manicomi e l'attivazione di una rete di servizi territoriali - presenta ancora troppe criticità e le persone con disturbi mentali continuano a ricevere risposte inadeguate: sono circa 830 mila le persone seguite dai DSM, ma l'Istat stima in oltre 3 milioni gli adulti che necessitano di presa in carico. "Il mondo della salute mentale vive già da anni una sorta di paradosso: a fronte di una domanda crescente di intervento si ha una riduzione lenta ma progressiva delle capacità di risposta - sottolinea Starace - Da anni la richiesta delle persone che si rivolgono ai nostri servizi di salute mentale per supporto, assistenza e intervento eccede la nostra capacità di dare risposte appropriate di oltre il 50%. E' come se ci recassimo in un pronto soccorso e lo trovassimo già sommerso di barelle perché la dotazione ordinaria risulta insufficiente. Questa è la condizione che stabilmente precedeva l'inizio della pandemia: ora il problema è divenuto emergenza".

L'analisi di quello che è accaduto in questi ultimi mesi offre un'opportunità decisiva, forse irripetibile, per rilanciare nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico e, al suo interno, il sistema di cura per la salute mentale. "Come avvenne alla fine degli anni '70 con la legge 833 e con la legge 180 che l'aveva preceduta, anche in questo caso l'obiettivo è la progettazione e costruzione di un nuovo welfare di inclusione, riprendendo e attualizzando i princìpi di quella grande stagione di riforme - prosegue Starace - L'undicesima edizione di Màt vuole dare concretezza a un dibattito che troppo spesso rimane solo teorico e dà ampio spazio alle esperienze che valorizzano i temi della comunità, del territorio, della domiciliarità: queste sono le parole chiave per un significativo rinnovamento della cultura e dell'offerta assistenziale, a beneficio delle persone con esperienza di sofferenza mentale e degli operatori dei servizi. La persona, con un nome e un volto unico e irripetibile, portatrice di esigenze e diritti, diviene soggetto protagonista del proprio percorso di cura e non passivo oggetto di interventi".

Il programma

I seminari e convegni approfondiranno la salute mentale nei diversi ambiti: il corpo, con il body-shaming e il disagio psichico che ne deriva; gli adolescenti e la scuola; il lavoro e la promozione di un dialogo multidisciplinare. Fra gli appuntamenti anche spettacoli teatrali dove gli attori sono proprio i pazienti. Numerosi gli incontri musicali, tra cui un reading che affronta il tema della libertà e dei diritti individuali partendo da narrazioni di donne che corrispondono a tre fasi della storia della psichiatria. Sei le mostre proposte, da quelle fotografiche a quelle artistiche, mentre il concorso di cortometraggi "Meglio Matti che Corti", alla settima edizione, indagherà il mondo della salute mentale e le storie di chi lo vive.


Introduzione alla XI Settimana della Salute Mentale

L’ XI Edizione della Settimana della Salute Mentale di Modena si svolge in un periodo di rinnovato interesse per la Salute Mentale di Comunità, da tutti considerata componente essenziale della ripresa dalla crisi pandemica. Garantire in modo uniforme sul territorio nazionale il diritto alla cura e all'inclusione sociale delle persone con problemi di salute mentale, confrontarsi con modelli organizzativi rispondenti ai nuovi ed impegnativi bisogni che la pandemia ha svelato, utilizzare con saggezza le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, migliorare la qualità dei servizi e degli interventi, sono obiettivi che richiedono un impegno straordinario ed intersettoriale. Questa direzione è stata recentemente ripresa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel nuovo Piano d’Azione per la Salute Mentale 2020-2030 e ribadita dal G20, il Forum Internazionale dei Paesi che rappresentano le maggiori economie del mondo.

La pandemia ha colpito la nostra vita e la nostra salute, sia fisica che mentale, ma allo stesso tempo ha fornito l'occasione per ripensare le modalità di sostegno e cura delle persone con disagio psicologico o malattia mentale, cambiando la nostra prospettiva verso una reale integrazione di governo del sistema, ancora frammentato tra ospedale e comunità, tra assistenza sociale e sanitaria, tra settore pubblico e privato, tra conoscenze accademiche e competenze pratiche. È tempo di invertire la rotta – dicono le Agenzie Internazionali e i più influenti Paesi del Mondo – propugnando azioni concrete, traducendo in pratica quei principi su cui da tempo si è raggiunto un accordo generale. In altri termini, occorre far sì che principi e raccomandazioni non restino sulla carta né vengano consegnati alla retorica della comunicazione. Troppe intollerabili disuguaglianze caratterizzano ancora oggi l'assistenza per la salute mentale. Consideriamo ad esempio i principi stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), ratificata in Italia con la Legge n. 18 del 3 marzo 2009, e gli abusi che continuano a essere perpetrati in termini di esclusione sociale e limitazioni di libertà nelle persone con malattie mentali.

È ormai evidente che per rendere operative le indicazioni di principio non è più sufficiente affidarsi alle Convenzioni Internazionali e ai dispositivi normativi: il vero banco di prova su cui concentrare energie e risorse è costituito dall’applicazione locale di quelle indicazioni. Per promuovere un approccio globale alla salute mentale sarà dunque decisiva la capacità di istituire adeguate strutture di governance che abbraccino i diversi settori interessati (salute, sociale, istruzione, ricerca, casa, lavoro) coinvolgendo tutte le parti in una collaborazione efficace. Per realizzare lo “spostamento dell'assistenza dalle grandi istituzioni psichiatriche ai servizi di salute mentale di comunità” sarà fondamentale andare verso la graduale chiusura e riconversione delle grandi istituzioni psichiatriche (anche quelle che hanno riprodotto sul territorio le logiche asilari che pensavamo superate) e lo sviluppo di servizi di salute mentale basati sulla prossimità e la domiciliarità delle cure. Per favorire un approccio alla salute mentale in tutto il corso della vita sarà essenziale superare le barriere disciplinari e amministrative che vedono i servizi per l’infanzia e l’adolescenza separati e non comunicanti con quelli per gli adulti. I giovani dovrebbero anzi essere attivamente coinvolti nella programmazione degli spazi e degli interventi per la salute mentale, calibrando sui loro reali bisogni – e non sulle esigenze delle corporazioni professionali – lo sviluppo dei servizi.

Per contrastare lo stigma e il pregiudizio nei confronti delle persone con problemi di salute mentale, è necessario infine implementare interventi costruiti sul principio del contatto interpersonale, che prevede la creazione di opportunità di relazione diretta o virtuale con persone che vivono o hanno attraversato l’esperienza del disagio psichico. Questo ha dimostrato di essere il metodo più efficace per ridurre lo stigma, l’esclusione, la discriminazione. Quest’anno a Màt saranno oltre 100 le occasioni di incontro, scambio, dibattito sui temi della Salute Mentale, estesi a tutta la comunità della provincia di Modena. Per la prima volta, inoltre, Màt accoglierà la presenza di tutti i Dipartimenti di Salute Mentale della Regione. Crediamo in questo modo di dare corpo e rilanciare quei principi di coprogettazione e partecipazione, di solidarietà e condivisione, messi a dura prova dalla pandemia.

Fabrizio Starace

Direttore DSMDP, AUSL Modena


MÀT Modena è un progetto ARCI Modena — Via IV Novembre 40/L — 41123 Modena (MO) — settimanasalutementale@arcimo.it

 

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