Màt – Settimana della Salute Mentale / seconda edizione

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SALUTE MENTALE BENE COMUNE

Una persona che attraversa l’esperienza del disturbo mentale rischia di perdere fondamentali diritti personali e sociali. L’impegno di tutti gli attori sociali dovrebbe essere pertanto volto alla difesa ed al potenziamento di tali diritti, per garantire le cure, la dignità ed il rispetto di ognuno e più in generale per promuovere la salute di tutti – dalla Carta di Trieste (2011)

La Settimana della Salute Mentale di Modena, giunta alla sua seconda edizione, si struttura su un tema portante: la salute mentale è un bene comune, relazionale, intersoggettivo, che si moltiplica quando viene utilizzato. Ciò significa assumere che non esiste una salute mentale “in astratto”, ma che essa si definisce nel momento in cui due o più persone entrano in relazione, si produce nel lavoro sociale, negli scambi, nelle interazioni. La sua manutenzione necessita pertanto di un confronto costante con le comunità locali, gli amministratori, i rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale, la scuola e l’università, il terzo settore e i soggetti del mondo dell’informazione.
Nella consapevolezza che guarire dal disagio mentale è possibile se all’intervento terapeutico si affiancano opportunità per l’inclusione sociale, l’inserimento lavorativo, la ricerca di soluzioni abitative dignitose; in breve, per il reale esercizio dei diritti fondamentali di cittadinanza. Il perseguimento di tali obiettivi implica per il Dipartimento di Salute Mentale la capacità di armonizzare spinte talvolta contraddittorie. L’impegno è quello di integrare le domande di esclusione, espulsione e delega – che ancora vengono poste alla psichiatria – nel novero delle domande di “sviluppo” da comprendere e decodificare. Rispetto a queste domande i servizi pubblici hanno il compito di svolgere un ruolo di mediazione e ricomposizione, diffondendo nella cittadinanza una cultura dell’accettazione, dell’accoglienza, della presenza solidale. Tale possibilità implica una rielaborazione ed un rilancio del concetto di Welfare, da strumento riparativo, destinato a gruppi sociali marginalizzati a condizione, letteralmente, di “benessere sociale”, che si misura in termini di qualità della vita e di convivenza sociale di tutte le componenti della comunità.
Questa è anche la Settimana in cui raccogliamo la sfida del trauma, che ha colpito le nostre popolazioni in occasione del sisma del 20 e 29 maggio. Lo straordinario processo di mobilitazione di risorse, di attivazione dell’associazionismo, la capacità dei
professionisti e dei volontari di accantonare il proprio interesse personale per dedicare le proprie energie al bene comune, è la cifra più elevata della capacità di questa comunità di “prendersi cura” delle donne e degli uomini in condizioni di vulnerabilità. Ed è anche garanzia di una ripresa economica che dalla coesione sociale trae alimento e impulso.
Fabrizio Starace, Direttore DSM-DP AUSL Modena