Le “Radiocronache” di Radio LiberaMente, sono il nostro punto di vista sulla Settimana della Salute Mentale di Modena con piccoli reportage e interviste.

 

Stamani nell’incantevole cornice del castello di Formigine

Scherzavo. Anche questa mattina a causa delle recenti restrizioni imposte dall’ultimo DCPM nella lotta al Coronavirus abbiamo parlato di Budget di Salute e lo abbiamo fatto in streaming.

Come dice Paolo Zarzana, assessore del comune di Formigine. “ Màt è importante. Proprio come le normative Anti Covid ci insegna a prenderci cura della nostra salute. E lo fa anno dopo anno”. 

Il budget di salute è definito dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità quale“strumento di definizione quantitativa e qualitativa delle risorse economiche, professionali e umane necessarie per innescare un processo volto a restituire centralità alla persona, attraverso un progetto individuale globale”.

È attualmente presente in 6 regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Sicilia e Toscana) e regolamentato da leggi regionali.

I 3 assi in cui viene speso sono: abitare, lavoro e socialità (dove a farla da padrona è sicuramente il primo). Il Budget di salute è uno strumento ancora in grado di fotografare il percorso di recovery del suo beneficiario? A questa domanda ha cercato di dare risposta Serena Apparuti, Ufficio di Piano Unione Comuni del Distretto Ceramico. “Premettendo che il BDS per i servizi sociali è uno strumento integrato di supporto alla riabilitazione, mentre per i servizi socio sanitari è un canale di finanziamento più articolato”, afferma Apparuti, “ abbiamo cercato di eseguire un’analisi quantitativa dei BDS attivati in provincia sui 3 assi, avendo come obbiettivo quello di ricercare ed evidenziare esperienze particolarmente innovative”. Ma ciò è stato impossibile. Per spiegarci il motivo ci porta l’esempio di Francesca, utente in tirocinio, che frequenta il gruppo de “le parole ritrovate” e che ha una passione per il basket. A causa di una situazione conflittuale familiare si è deciso di utilizzare il BDS in accordo a Francesca per trovare una soluzione abitativa diversa.

“Come potete vedere sono molteplici le aree ( lavoro, sport, socializzazione) che non vengono formalizzate in questo caso all’interno del BDS” prosegue Serena Apparuti. “ Il BDS è ad oggi uno strumento bidimensionale che rileva unicamente l’attività finanziata, mentre dobbiamo orientarci verso uno strumento multidimensionale, in grado sì di tenere traccia di quale sia stato l’asse in cui è stato speso, ma senza dimenticare le altre aree di vita della persona da sostenere. È necessaria un’evoluzione dello strumento in modo tale che possa andare di pari passo con l’evoluzione di vita delle persone”.

Durante la mattinata è intervenuto anche Wladimir Fezza, Psicologo e di comunità e responsabile della Scacco Matto Srl, che da 10 anni si occupa di inserimenti lavorativi sul territorio di Ferrara.

“Ad oggi 170 utenti fanno parte della Scacco Matto, distribuiti nei 5 distretti del Ferrarese. Possediamo 20 gruppi appartamento e 5 clubhouse al centro del paese, in modo tale da facilitare l’ autonomia negli spostamenti per gli utenti. Il BDS da noi viene prevalentemente utilizzato, in accordo con il beneficiario ed i suoi familiari, per accedere ai gruppi appartamento” spiega Fezza.

“ A questo punto i progetti si diversificano: c’è chi accede ad un tirocinio, chi concluso il percorso abitare rientra in famiglia con nuove autonomie, chi riesce ad avere in affido una casa popolare”.

Nel Tempo sono stato contattato da servizi e associazioni di familiari in varie parti di Italia ed è per questo che abbiamo deciso di depositare il marchio Scacco Matto ed esportare questo modello. A breve inaugurerà una Scacco Matto Milanese!” 

Dalle domande giunte durante il suo intervento non si fa davvero fatica ad immaginare tutto questo interesse. Ma torniamo al titolo del seminario della mattinata “Quando finiscono i lockdown”: come se la sarà cavata il BDS ai tempi del lockdown?

Ce lo racconta l’avvocato Giatti, amministratore di sostegno nel distretto ceramico. “La figura dell’amministratore di sostegno nasce per supportare il processo di autonomia delle persone” dice Giatti. “ Il BDS, nella mia esperienza, è uno strumento per accedere ad esperienze abitative che diversamente sarebbero precluse”.” Durante il Lock Down fondamentale è stata la rete con i servizi sociali per la consegna dei pasti e della spesa a domicilio e l’home bancking a facilitato tante operazioni in un momento in cui era tutto bloccato. Senza dimenticare il risparmio di carta!”

Le associazioni invece hanno tratto spunto dal periodo, trasformando sentimenti come l’esclusione e l’isolamento in vere e proprie opere d’arte. “Prima del Lock Down” racconta Michela Campioli, operatrice del servizio di inclusione Social Point, “portavamo avanti un progetto redazionale a Casa Corsini in collaborazione con L’associazione Lumen ed In Contro Mano. Alla ripresa delle attività abbiamo deciso di riflettere su ciò che avevamo vissuto e dare vita ad abitazioni in miniatura ideali per vivere la quotidianità, anche grazie agli incredibili tecnici del fab lab”.

La mostra delle opere si terrà mercoledì 28 ottobre dalle ore 15.00 alle ore 18.00 presso Casa Corsini. Sarà possibile prenotare il proprio ingresso scrivendo a info@casacorsini.mo.it

Per approfondire vi ricordiamo che potete rivedere l’incontro integrale qui e sul canale YouTube di Màt