Continuano gli incontri di coprogettazione per Màt 2018. Questa volta protagoniste sono state le aree di Modena e Castelfranco Emilia grazie ad un gremito incontro tenutosi lo scorso 20 febbraio presso il centro servizi del volontariato del comune di Modena. “Qualche novità comincia a delinearsi all’orizzonte” , afferma il Direttore Fabrizio Starace.

Sembra infatti confermata la presenza all’interno della settimana di Claire Henderson, ricercatrice e professoressa inglese che si è lungamente dedicata alla lotta allo stigma e all’affermazione dei diritti di persone che accedono ai centri di salute mentale. Le sue ricerche hanno riguardato le discriminazioni, sia di tipo implicito che esplicito, alle quali sono esposti gli utenti nei contesti lavorativi e le coercizioni , meccaniche ma anche più sottointese, delle quali un paziente può essere vittima lungo il proprio personalissimo percorso di recovery. Henderson è stata anche portavoce del crescente movimento “Time To Change”, corrente che si occupa di insegnare alle persone a parlare di malattia mentale nel modo corretto, di recovery, e dello sviluppo di efficaci campagne anti-stigma, ancora purtroppo assente sul suolo Italiano. Tra le novità del 2018 ci sarà anche una nuova location: la Fondazione Biagi, interessata ad ospitare un evento tematico dedicato al binomio lavoro e salute mentale. “Tutto questo ci consentirebbe di parlare ad un nuovo pubblico”, prosegue il direttor Starace, “come studenti di economia e dottorandi”. L’iniziativa sarebbe poi inserita in un calendario più ampio di appuntamenti dedicati ai primi 60 anni della Fondazione Biagi.

Il tema del lavoro verrà poi ampiamente ripreso durante l’incontro da altri soggetti proponenti iniziative perché si il lavoro ha funzione terapeutica, ma non dimentichiamoci che negli ultimi anni si è allo stesso modo visto un esponenziale aumento dei disturbi psichici da stress tra le malattie lavoro correlate. Per quanto concerne gli inserimenti lavorativi è da poco entrata in vigore la legge regionale 14, che ha come obiettivo quello di promuovere e sostenere l’inserimento lavorativo, l’inclusione sociale e l’autonomia attraverso il lavoro delle persone in condizione di vulnerabilità e fragilità, rispetto a cui si stanno ancora osservando conseguenze e cambiamenti.

“I migranti sono spesso sfruttati in ambito lavorativo”, dice Soccorsa Quaranta, educatrice della cooperativa Caleidos, “ Durante Màt vorremmo portare un appuntamento dove poter parlare di questo e di quali traumi si portino dietro le vittime di tratta, coinvolgendo alcuni nostri progetti interni come OLS (Oltre La Strada) e la UDT (Unità Di Strada)”.

Ci si è poi profusamente interrogati su come affrontare il tema del Disagio Giovanile, e su quali spunti restituire ad una cittadinanza sempre più confusa ed allarmata rispetto alle notizie che si leggono sulle prime pagine dei quotidiani. “Scuole e servizi di neuro psichiatria infantile sono l’asse portante”, ricorda il direttor Starace, “ed è da qui che dobbiamo partire”. Rispettivamente al tema del disagio adolescenziale interessante la proposta di un’associazione teatrale bolognese che, coinvolgendo per l’appunto gli studenti, hanno messo in scena uno spettacolo che tratta di degrado sociale e psicologico e di come sentimenti quali rabbia e violenza possano scaturire nei confronti delle istituzioni, specie quando ci si sente da queste abbandonati.

E gli studenti saranno coinvolti, com’è stato l’anno scorso per quelli di Finale Emilia, anche per quanto riguarda gli appuntamenti dedicati all’Agricoltura Sociale. “Quest’anno vorremmo abbandonare l’ottica del classico seminario dedicato all’agricoltura sociale”, ci spiega Luigi Guagnano, rappresentante della Cooperativa Piccola Città, “Vorremmo scendere più negli aspetti tecnici..Potrebbe essere qualcosa incentrato maggiormente sull’ambito esperienziale”. Secondo il dottor Tibaldi, neo direttore del distretto area nord, occasioni come queste potrebbero essere affrontate su più livelli, per la valorizzazione dei prodotti e delle esperienze di agricoltura sociale già consolidate (interessante anche la testimonianza de La Lucciola, cooperativa sociale dove agricoltura e didattica coesistono), con magari il coinvolgimento di qualche nome noto del settore agroalimentare. Non sono poi mancate le proposte in ambito artistico e culturale dove si è discusso di un’esperienza teatrale bolognese alternativa dove il teatro vissuto come cura e consolazione grazie ad un metodo Africano, e della possibilità che, con l’ausilio della “Fondazione Giorgio Gaber”, all’interno di Màt si possa celebrare il quarantacinquennale dell’album “Far Finta di esser sani”, tratto dall’omonimo spettacolo del cantautore lombardo.

Sempre in movimento la settimana della salute mentale, non solo per quanto riguarda le riunioni itineranti di coprogettazione, ma anche per ciò che concerne i confermatissimi “Màt Pride” e “Pedalèr da Màt”, festosa pedalata proposta lo scorso hanno dalla comunità terapeutica La Torre, a cui hanno preso parte ciclisti da ogni parte d’Italia.