Il 24 gennaio è ripartita la macchina organizzativa e generativa di Màt 2018. Sulla scia di quanto emerso durante l’ultima condivisione svoltasi alla Tenda nel 2017, si è ricominciato con la prima delle riunioni distrettualizzate per essere più in contatto col territorio.
Si è scelta l’area Nord che ha una sperimentazione in corso sull’SPDC di Carpi (No-restraint), che ha visto da poco la nascita di una nuova associazione di familiari di Mirandola chiamata ”Penso Positivo”, e che vanta una rinnovata conduzione distrettuale da parte del Dott. Giuseppe Tibaldi “che porta con sé la ricchezza del suo bagaglio professionale”; così ha introdotto il Direttore Dott. Starace l’incontro presso il Centro sevizi volontariato di Carpi a cui era presente anche l’assessora ai servizi sociali Daniela de Petri che è stata per prima interpellata nella logica che i comuni e le agenzie territoriali si mettano in linea per dare al contenitore Màt una forma maggiormente rispondente a livelli più ambiziosi di coinvolgimento attraverso una struttura consortile, così come avviene per esempio col festival filosofia.

La De Petri infatti segnalava la mancanza di partecipazione della cittadinanza di Carpi ai temi della salute mentale: le attività per sensibilizzare anche con spettacoli di un certo livello sono frequentate solo da parenti e conoscenti degli utenti coinvolti, ma questo, è stato osservato, è un problema generalizzato che riguarda tutti i temi di disagio.
Infatti fare sì che la Salute Mentale diventi argomento di interesse generale è una sfida che si affaccia a ogni edizione di Màt.
Forse bisognerebbe trovare vie e punti di contatto per intrecciarsi a manifestazioni esistenti che sono più popolari come i vari festival o manifestazioni sportive, negli ambiti di promozione della salute in generale e degli stili di vita, dell’educazione e cultura.
L’impegno del Comune è d’integrare economicamente dove la Legge 14, che è ancora da interpretare correttamente, non copre più certe fasce. Inoltre è in corso uno sforzo finalizzato a persuadere le imprese alla responsabilità sociale per assumere persone con fragilità.

Tibaldi propone un evento a livello nazionale che faccia incontrare le diverse realtà di Agricoltura Sociale, individuata come strumento di emancipazione e potenziamento degli individui in guarigione; egli vede nella filiera alimentare un tema che valorizza il territorio e più includente rispetto il settore biomedicale così significativo nella zona, ma chiuso agli inserimenti lavorativi di persone con disagio.  Anche l’associazione Idee in Circolo con l’obiettivo di affrontare la valorizzazione della Biodiversità come motore di vitalità e Bellezza del Pianeta, propone una griglia di lettura del vivente che possa comprendere la salvaguardia e l’intelligenza delle diversità anche umane , le quali possono portare il loro contributo con le caratteristiche proprie, utili alla sopravvivenza delle specie.

Si è promossa una intersettorialità possibile da parte di Tibaldi e Covezzi delle scuole Agraria di Finale e Alberghiera di Serra. è stato ricordato il successo lo scorso anno dell’ ”open day” dedicato agli studenti medi per conoscere come lavora un CSM o vedere le possibilità dei percorsi residenziali o semi-residenziali. Si pensa di proporlo anche quest’anno.
Tibaldi propone di inserire nel percorso “Sapere e Salute” rivolto alle scuole qualcuno del dipartimento di salute Mentale. Starace suggerisce di agganciarsi al progetto fumetto portato avanti dal centro diurno Modena -Est.
Lorena Facchini di Idee in Circolo è intervenuta raccontando di come lei creda nell’agricoltura come forma di contatto con la natura e generante benessere, ma pure all’arte che lei pratica da tempo. L’espressione artistica anche come musica può essere uno strumento di socializzazione rivolto a quei giovani che faticano a uscire di casa.

Antonietta Amoroso (responsabile organizzativa Màt), ha promosso un nuovo modello di adesione a Màt più dettagliato nella descrizione di ciò che occorre alla realizzazione concreta dell’evento proposto , che va inviato entro il 30 maggio 2018 . Ha preparato una scaletta organizzativa serrata, propone inoltre la diffusione di cartoline pubblicitarie di Màt durante la “Notte bianca” a cura della sua associazione Cantierart con trampolieri, giocolieri e la Mattabanda, progetto di Social Point.
Auspica anche una festa di chiusura di Màt con la partecipazione di ogni associazione coinvolta presente con uno stand e un momento conviviale.
Social Point, ha proposto un incontro di gruppi AMA allargato a quelli afferenti al Sert e LGBT. “Bisogna cercare di intersecarsi coi gruppi di Parole Ritrovate facendo riferimento a Mirandola e precisamente alla Biblioteca comunale , luogo di elezione per intercettare persone aperte ed empatiche per cercare di “rimpinguare”gruppi un po’sguarniti e perché incrociandosi ci si arricchisce”; a tal proposito, Michela ha ricordato che ci sarà a marzo un corso di formazione per “facilitatori” gruppi AMA.
Insieme a Noi ha ribadito l’efficacia del rapporto con gli studenti delle scuole, perché attraverso loro si sensibilizzano le famiglie, proponendo inoltre di ricordare il quarantennale della legge180 con una manifestazione a maggio che rivendichi un’implementazione dei servizi sul territorio.

La cooperativa Nazareno svolge corsi di Storia dell’Arte e salute mentale e propone alle scuole seminari su outsider art. Mentre la cooperativa Aliante porta avanti un lavoro di narrazione con
casi clinici trasformati in fiabe. 

Concludendo, Tibaldi ha ribadito ancora l’importanza del “Dialogo Aperto”, la cui rete italiana va alimentata e sostenuta.  Si è toccato anche la cinematografia, con la possibilità di una rassegna di pellicole indipendenti prodotte nell’ambito della salute mentale e il rinnovarsi del concorso ”Percorto”curato da ARCI e Rosa Bianca.

Starace ha chiuso l’incontro auspicando un maggiore impegno degli enti locali nel finanziamento della campagna di sensibilizzazione svolta da Màt : basterebbero 5 cent per cittadino.