di Laura Solieri

Una parola rappresentativa per descrivere un’iniziativa come Màt è responsabilità, parola che ha la stessa radice del termine rispondere, “perché se qualcuno chiede, noi abbiamo il dovere di rispondere. Ognuno lo farà in base ai propri mezzi e alle propria capacità ma deve farlo, per combattere quell’atteggiamento purtroppo, oggi, troppo diffuso, del fare finta di non sentire, di non ascoltare per non rispondere – sostiene Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Modena – Il cambiamento più importante è quello che avviene sul campo culturale, soprattutto su temi come quello della salute mentale, e solo se lavoreremo in maniera coerente su questo piano potremo ottenere dei reali vantaggi per tutti. Migliorare la consapevolezza delle persone in un periodo come questo, in cui gli stimoli più forti vanno in direzione opposta invitando le persone a reagire di pancia invece che riflettendo, è uno degli scopi di iniziative come questa”.

Integrazione e apertura al dialogo sono altri due concetti chiave che animano questa Settimana, dedicata all’integrazione sia delle attività svolte su tutto il territorio provinciale sia delle persone che dimostrano diversità di qualsiasi genere; invece che essere avvertite come un pericolo, esse possono e devono essere considerate come una straordinaria risorsa.

Anche quest’anno, il “menù” di proposte è ricco e appetitoso, e privilegia modalità che consentano a tutti un maggior livello di comunicazione e comprensione, all’insegna di eventi riservati non soltanto a una ristretta schiera di tecnici ma facilmente fruibili da tutta la cittadinanza desiderosa di saperne di più su questi temi, “perché pensiamo che queste questioni debbano essere avvertite da tutti – commenta Starace – I benefici che la scienza può produrre devono essere diffusi e comunicati in maniera democratica e questa è la direzione verso cui Màt, ogni anno sempre di più, tende”.

In Italia, nell’ambito dei festival dedicati alla salute mentale, quella di Modena è la manifestazione con il maggior numero di eventi concentrati in una settimana, mettendo insieme tutte le aree di cui si occupa il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, e quella con il maggior radicamento nelle aree territoriali.

Fiore all’occhiello di questa settima edizione, nell’ambito della salute mentale, è sicuramente il convegno nazionale “SPDC No Restraint 2017. Curare senza legare: MISSIONE IMPOSSIBILE?”, che si terrà il 26 e 27 ottobre a Carpi, dove da alcuni anni sono state azzerate le contenzioni in SPDC (Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura).
“Mi piacciono i momenti assembleari che offrono iniziative come questa, penso siano una cosa di cui c’è grande bisogno, soprattutto oggi che sono sempre meno frequenti – sostiene Starace – Sedersi e discutere delle questioni che ci riguardano più da vicino non deve essere una cosa formale ma una pratica quotidiana, specialmente per chi si occupa di servizi alla persona: bisognerebbe incontrare più spesso le persone in maniera non formale e ragionare insieme”.

Grande attenzione ai temi più recenti: un paio di sessioni saranno dedicate al tema del Dialogo Aperto, uno dei modelli di intervento in Psichiatria dei quali oggi più si discute e sul quale è in corso una sperimentazione nazionale a cui Modena partecipa; ci saranno poi alcune sessioni dedicate al tema dei rifugiati con riferimento alla Psichiatria transculturale, allo shock culturale che vivono le persone richiedenti asilo.
“Martedì 24 ottobre, a Modena, parleremo di Utenti Esperti (Esp), figura che in Italia stenta ad affermarsi mentre nella nostra città si è fatto molto a riguardo: in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato, infatti, abbiamo fatto un corso di formazione particolarmente riuscito” spiega Starace.
La Salute Mentale di fronte alla crisi della società moderna è un altro dei temi che sarà toccato, nella prospettiva della Salute Mentale e della Medicina del lavoro per discutere quanto le modalità produttive che ci siamo dati, a cui ci assoggettiamo, hanno a che fare con il nostro livello di salute mentale.
Non mancheranno momenti più “artistici” come la lettura di poesie di Dino Campana, poeta “maledetto”, nonché appuntamenti musicali, teatrali e cinematografici, come l’attesa proiezione di “Tommy e gli altri”, toccante film di Gianluca Nicoletti sull’autismo.

È complicato definire la salute in generale e la salute mentale in particolare: “La salute mentale è una condizione di serenità con se stessi e con il mondo – conclude Starace – E’ una condizione nella quale non avverto di avere conti aperti con me e con il mondo, questioni da risolvere… E’ una condizione di benessere in cui avverto la ricchezza delle relazioni che intrattengo, in cui sono in grado di scorgere la bellezza del mondo e delle cose che è possibile fare. E potere essere utili al mantenimento di questa condizione di serenità penso sia il grande vantaggio, la grande soddisfazione, di coloro che lavorano nel campo della salute.
Vi aspettiamo a Màt!”.

La foto pubblicata è di Maurizio Bergianti
A sinistra, Fabrizio Starace