Il giornalista Gianluca Nicoletti sarà a Màt con la proiezione del docu-film “Tommy e gli altri”: una raccolta di testimonianze di famiglie italiane alle prese con l’autismo in età adulta. In attesa dell’appuntamento del 21 ottobre promosso da Aut Aut Modena onlus, abbiamo fatto due chiacchiere con lui

di Laura Solieri

Dopo la presentazione dei suoi due libri “Una notte ho sognato che parlavi” nel 2013 e “Alla fine qualcosa ci inventeremo” nel 2015, il 21 ottobre 2017 ore 17.30 al Forum Monzani a Modena, Gianluca Nicoletti torna a Màt per chiudere la sua “trilogia” sull’autismo con la proiezione a ingresso libero del docu-film “Tommy e gli altri, girato lungo tutta l’Italia con suo figlio Tommy, in occasione del compimento del suo diciottesimo anno.
Storie d’amore, momenti divertenti, ma anche la realtà di una condizione difficile da vivere per bambini che, una volta maggiorenni, per legge “smettono di esistere”. Nicoletti sarà affiancato da Luigi Mazzone, medico ricercatore in neuropsichiatria infantile presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, nonché uno dei protagonisti del film.

“Esistono centinaia di migliaia di famiglie in Italia che si arrovellano sui miei stessi problemi. Ho voluto fare un film su Tommy e i suoi amici perché quei genitori abbiano il coraggio di uscire dal silenzio, quel mutismo coatto a cui si condanna da solo chi pensa di avere avuto in sorte un figlio irraccontabile – dice Nicoletti – A parte qualche raro caso, è una situazione desolante quella che ho riscontrato ovunque sono andato. Ho trovato emarginazione, silenzio, indifferenza istituzionale, pressappochismo. Il film dà un quadro desolante di quella che è la situazione italiana difronte a questo tema, dove le famiglie vengono lasciate sole“.

“Tommy e gli altri” è stato presentato al Senato e l’intenzione di Nicoletti è quello di portarlo in giro per le scuole italiane: “Gli autistici sono le prime vittime di bullismo  – spiega Nicoletti – Occorre sensibilizzare i giovani, per fargli capire cosa c’è dietro un ragazzo a cui rendono la vita impossibile… Occorre anche sensibilizzare insegnanti e dirigenti scolastici su questa categoria di disabili che tutto sommato è quella che ha meno vantaggi dalla nostra inclusione, perché l’autistico se non è gestito da persone specializzate è come se fosse escluso”. 

Il film inizia con la festa dei 18 anni di Tommy, “la festa della sua guarigione – ironizza Nicoletti, dal momento che la legge italiana parla di autismo solo in riferimento all’autismo infantile e una volta che questi ragazzi diventano maggiorenni è come se non esistessero più – Questi ragazzi, se stimolati, possono fare grandi cose. Mio figlio ha lavorato nella troupe del film, rendendosi utile per quello che poteva fare. L’incontro con gli altri coetanei è stato molto stimolante per Tommy: sono ragazzi legati tra loro da fili impensabili che li portano a comunicare e a stare bene, fatti di carezze e sguardi che regalano un mondo inesplorato.

Quando io e Tommy stiamo insieme, come è capitato in questo viaggio, ci divertiamo come se fossimo due studenti fuori sede. E quando vedo quanto sta bene con me, il pensiero è sempre quello: quando non ci sarò più, chi gli farà fare queste cose?

Penso che una campagna mediatica più forte di quella che ho fatto io in questi anni sia difficile farla… – conclude Nicoletti – E’ vero, oggi  si parla di più di autismo, le famiglie hanno meno pudore e le persone sono più informate ma nella pratica sono ancora qui a chiedermi: cosa farà mio figlio quando io non ci sarò più?“.

Per maggiori informazioni sul tema vi invitiamo a visitare il sito www.pernoiautistici.com