Ad aprire la conferenza stampa di Màt, settimana della salute mentale, quest’anno è Bianca Caruso, direttrice sanitaria dell’azienda Usl di Modena. Con l’avvicinarsi del lancio della settima edizione della settimana, la direttrice non può fare altro che farci notare quanto Màt sia diventato una tradizione ormai consolidata per la comunità. Se siamo figli di tempi in cui il concetto di salute sta cambiando, rivolgendosi si ancora ai singoli, ma andando ad interessare ecosistemi sempre più ampi e complessi, dobbiamo rivedere anche i nostri concetti di malattia che devono lasciarsi alle spalle il vecchio paradigma “Sano” o “Malato” per capire meglio la zona grigia di sviluppo della sofferenza. È altrettanto importante ricordare che quando si prende in carico una persona, c’è un contesto familiare che gli sta attorno da tenere in considerazione, senza dimenticare i diritti, in termini meno giuridici e più sociali, del paziente alla cura e all’inclusione.

Il direttore del dipartimento di salute mentale – DP Fabrizio Starace, ha esordito sottolineando l’importanza di uscire dalla disciplina per andare sempre più incontro alla cittadinanza. Rispetto alla disciplina Màt inizierà di fatti con il convegno nazionale degli Esp (Esperti in supporto tra pari) veri protagonisti di questa edizione . Non mancheranno gli eventi culturali di rilievo, come la proiezione del film “Cristina. Il racconto di una malattia”, presentato in anteprima al senato nella giornata mondiale della salute mentale e “Crazy for football”, documentario girato tra l’Italia ed il Giappone.

Anche quest’anno ci sarà il concorso “Meglio Matti che Corti” a cui sono già stati inviati 70 titoli, a rimarcare il livello nazionale della manifestazione. Il contest si arricchirà di appuntamenti con esperti del settore prima e dopo Màt, fino a diventare un vero e proprio percorso.

Coloriamo di giallo la città per fare passare messaggi importanti” dice Giuliana Urbelli, assessore al welfare e alla salute per il comune di Modena, che aggiunge come le relazioni e l’apertura ad un ecosistema più ampio, riprendendo l’incipit di Bianca Caruso, aiutino più di mille pillole. L’assessore ha citato al riguardo l’esperienza dei ragazzi del Charitas che sono riusciti a ridurre il consumo di farmaci frequentando gli orti degli anziani attigui. Secondo Urbelli quest’anno sono stati raggiunti obbiettivi importanti, valorizzando l’associazione dei familiari e quella degli utenti. È nata infatti “Casa Paola”, che ha dato il via ad un progetto di autonomia abitativa per due persone, e d inoltre si è osservato un notevole incremento delle attività lavorative e laboratoriali presso “La Fonte”.

Tilde Arcaleni, presidentessa dell’associazione dei familiari “Insieme a noi”, ribadisce, riallacciandosi al discorso dell’assessore, l’importanza delle relazioni e dell’inclusione sociale e precisa l’esempio che ci propone “Crazy for football”, che a loro modo hanno condiviso le associazioni con il progetto ed il viaggio a Muyeye. “Mi sono sentita come Basaglia in aereo alla chiusura dei manicomi”, dice Tilde. E ricordando questo viaggio ha raccontato un aneddoto su Paola, che è stata per anni presidentessa dell’associazione “Idee in circolo” e che è prematuramente scomparsa recentemente : “ Paola ci accompagnò in aeroporto a Verona e ci venne a riprendere al nostro rientro e tutte le volte che si parlava dell’Africa mi diceva quanto si fosse pentita di non aver fatto quel viaggio e che la prossima volta non sarebbe mancata, a costo di nascondersi dentro la mia valigia.”

Tra la commozione generale Angelo Bagni, presidente dell’associazione “Idee in circolo”, sottolinea nuovamente come sia cambiata la psichiatria negli scorsi 25 anni soprattutto per quel che riguarda il rapporto medico- paziente. L’associazione sarà impegnata in moltissimi eventi a partire dal convegno sulla figura dell’Esp. Durante l’anno si è tenuta la prima formazione per questo ruolo, innovativa a livello nazionale per certi punti di vista in quanto questa è stata gestita un ente terzo, Centro Servizi per il Volontariato, che ha gestito e comportato 60 ore di corso tecnico scientifico a cui seguirà un tirocinio. “Il sapere tecnico può solo arricchirsi se unito a quello esperienziale”, conclude Bagni.

In Inghilterra è già parecchio utilizzata la figura dell’Esp”, aggiunge il direttore Starace, “ Quando viene proposta una terapia farmacologica ad un paziente che si mostra riluttante verso di essa, spesso parlare con un’altra persona che ha intrapreso lo stesso percorso si rivela la vera chiave di svolta e abbrevia i tempi di somministrazione del farmaco stesso”.

Non mancheranno le Parole Ritrovate, quest’anno in una nuova veste di workshop, dove tramite la modalità dei tavoli di lavoro si potrà riflettere sul legame tra società e salute.

Ci sarà spazio anche per la buona musica ed il divertimento, conclude Angelo, con il Màt Weekender, la consueta due giorni organizzata dall’associazione assieme al Circolo Culturale Left-Vibra. Quest’anno sul palco del Vibra si alterneranno Vallanzaska, storica band ska italiana, Giorgieness, astro nascente del panorama indie, ed eccellenze tutte modenesi come Ego e M.A.D (Music Against Disorders).

E ci saremo anche noi! Giovedì 26 ottobre vi aspettiamo a Radio-Attivi nella comunità, evento nato per confrontarsi su come “fare radio” dentro e fuori il mondo della salute mentale e su come raccontare al meglio la comunità tramite lo strumento radio.

Buona settimana della salute mentale a tutti!