di Laura Solieri

Nella migrazione, si verificano fenomeni psicologici, non trascurabili, che creano vulnerabilità. Spesso, chi arriva, porta con sé un vissuto difficile da raccontare, ricordare e superare, nell’incertezza di un futuro in un Paese che non si conosce. Per questo è ormai riconosciuta l’assoluta necessità di interventi che vadano a supportare chi arriva nel nostro Paese dopo un’esperienza migratoria: ne parliamo a Màt. 

Nell’incertezza di un futuro in un Paese che non si conosce, nell’attesa di una risposta dopo aver fatto domanda di asilo, molte persone finiscono per star male. Da quelle personali (come il sesso, l’età, ragioni migratorie, il tipo di viaggio affrontato …) a quelle sociali (fattori economici, politici, religiosi, livello di istruzione …) le variabili in gioco sono diverse e si intrecciano con vari fattori di rischio, propri di chi arriva in un Paese che non conosce: precarietà abitativa, assenza di lavoro, barriere burocratiche, sradicamento culturale e, talvolta, fallimento del proprio progetto migratorio.
E così, a
nche persone partite senza particolari situazioni di difficoltà pregresse, spesso si ritrovano a dover convivere con disagi derivanti dall’esperienza del viaggio o dalla difficile situazione che si sono trovati ad affrontare una volta arrivati in Italia.

Scrive Michel Foucault in Follia e Psichiatria: “In realtà quando l’uomo rimane estraneo a ciò che passa nel suo linguaggio, quando non può riconoscere significati umani e vitali nelle produzioni delle sue attività, quando si trova costretto entro le determinazioni economiche e sociali senza poter sentire questo mondo come una patria, allora egli sta vivendo in una cultura che consente il prodursi di patologie”.

Si arriva a parlare di un vero e proprio shock culturale e per questo è necessario prevedere un supporto adeguato nei confronti di chi arriva nel nostro Paese dopo determinate esperienze: il 23 ottobre ore 17.30 a Modena a La Tenda (viale Monte Kosika angolo Viale Molza) si terrà la conferenza “Vulnerabilità psicologica dei rifugiati e salute mentale: lo shock culturale. Diagnosi e trattamento delle reazioni psicotraumatiche nei rifugiati” promossa da Caleidos Cooperativa Sociale ONLUS in collaborazione con DSMDP, ARCI Modena, Associazione Deade, Associazione MetisAfrica. Nel corso dell’incontro, si parlerà di come vengono trattate nei DSM le reazioni psicotraumatiche dei rifugiati e come viene percepito il tema della Salute Mentale nei paesi di provenienza dei richiedenti asilo.

Altro interessante momento di approfondimento su questi temi è quello del 24 ottobre ore 21 alla Biblioteca Bla di Fiorano (via Silvio Pellico 9) “Crisi della società moderna, mutamenti e adattamenti psicologici postmoderni”, promosso dal Comune di Fiorano in collaborazione con Morena Peggi, che prevede l’intervento di Paolo Cianconi, medico specialista in Psichiatria, per un viaggio attraverso la nostra civiltà e cultura e su come queste possano influenzare lo spazio, i tempi, i valori e le relazioni degli individui e dei gruppi.

In generale, sul territorio modenese, tra i vari interventi di inclusione sociale offerti ai migranti a Modena, diversi sono quelli in collaborazione con realtà legate al mondo della Salute Mentale, quali le associazioni Idee in circolo e Insieme a noi ed il progetto di inclusione sociale del DSM – DP Social Point, dove le persone che accedono alle diverse attività hanno l’opportunità di collaborare aiutando e sentendosi utili, nonché di esercitarsi con la lingua italiana.

In questo ambito, si colloca ad esempio Giving Voice, progetto di Radio LiberaMente Modena e del Circolo Left Vibra, che porta in radio mondi modenesi diversi come Porta Aperta, il centro nonni La Noce, la scuola materna Edison, la cooperativa Caleidos con i migranti di Mare nostrum, Tric e Trac, dando voce, tra gli altri, a persone che hanno vissuto l’esperienza della migrazione e parlano di realtà lontane, di canzoni e tradizioni di altri mondi, della fatica dello sradicamento…

C’è poi il il progetto Welchome, specifico per minori stranieri non accompagnati e minori richiedenti asilo, un innovativo progetto di accoglienza promosso dal Comune di Modena e dall’associazionismo locale, rivolto a ragazzi e ragazze minorenni arrivati in Italia, fuggiti da guerre, persecuzioni, miseria, che consente a  questi  giovani,  in  una  fase  delicatissima  della  loro  vita,  di  recuperare una dimensione di affettività familiare che  favorisca l’apprendimento della lingua italiana, il completamento degli studi e l’acquisizione di competenze professionali.

WelcHome è aperto a ogni famiglia, anche un singolo, che desideri realizzare un’esperienza coinvolgente e utile a sé e al ragazzo accolto,  per  un periodo minimo di sei mesi (è previsto un contributo economico per l’ospitalità). A supporto delle famiglie è istituito un servizio informativo, formativo e relazionale garantito da una équipe multidisciplinare messa a disposizione dal Comune di Modena, dalle associazioni e dalle famiglie.

Tra i suoi protagonisti ci sono Francesco, 11enne modenese, che non era entusiasta della notizia che sarebbe arrivato in casa sua una sorta di fratello affidatario molto più grande e proveniente da un lontano paese dell’Africa, e poi si è  ricreduto e Nelly, il ragazzo richiedente asilo accolto nella sua famiglia, che è diventato in fretta suo amico.

Per Margherita, invece, che di anni ne ha 24 e vive in una bella casa con i genitori, l’arrivo del 18enne Lamine è stata una ventata di aria fresca, una persona con cui ridere e una lente diversa attraverso cui mettere a fuoco il mondo. Piuttosto diversa la realtà di Corrado, “felicemente” single e vicino alla soglia dei 60 anni, che ha deciso di “fare qualcosa per gli altri” mettendosi decisamente in gioco e scoprendosi in un ruolo quasi paterno con il giovane pakistano Afnan accolto nella sua casa.

Le loro voci e i loro volti, e quelli di tanti altri, raccontano l’esperienza di WelcHome in questo video promosso da Comune e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, e realizzato da Voice Off.  Per maggiori informazioni sul progetto: Ufficio Gestione rete servizi per l’integrazione del Comune di Modena Dott.ssa Rita Bondioli Tel. 328/8606414 e-mail: welchome@comune.modena.it