di Radio Liberamente

 

Quest’anno Màt si allarga ben oltre la settimana … domani ci sarà l’inaugurazione ufficiale ma oggi siamo riuniti per riflettere sulle politiche di salute mentale.

Qualcuno lo conosciamo, qualcuno no, Direttori di Dipartimento provenienti da varie parti d’Italia: tutti in cerchio, guardandoci negli occhi. Se ci sembrava un’impresa molto ardua, ci siamo riusciti! Abbiamo ascoltato le istanze di chi viene dalla Sardegna, dalla Sicilia, dal Trentino, dal Lazio, dalla Campania, ……… da Nord a Sud per parlare di Crisi dei DSM nella sanità delle Regioni.

Il pomeriggio si è aperto con l’intervento del nostro Direttore F.Starace, che ha sottolineato tra i svariati input riflessivi che investire in salute mentale convienenon solo a livello umano ma anche a livello economico e questa consapevolezza è una questione rilevante per l’intera comunità in tempi di ristrettezze economiche e di tagli.

Lo hanno seguito a ruota i vari direttori presenti in sala toccando temi trasversali e cruciali per la salute mentale: diritto al lavoro, ad una casa, ad una vita sociale.

Una delle prime questioni sollevate, ci ha particolarmente colpiti: in Italia è impossibile sapere quanto è la quota di spesa sulla salute mentale: i dati inviati all’ O.M.S. sono stime, non sono reali, i dati più affidabili ci dicono che siamo attorno al 3%. Il 3% è veramente poco e se non abbiamo un dato certo, come si possono promuovere istanze?

La Crisi, i tagli fanno emergere un quesito trasversale a molti interventi: i costi in salute mentale sono una spesa o un investimento? … provocazione che accogliamo ma a cui, con la dovuta modestia, si può rispondere con questa riflessione: pensiamo agli anni di vita persi a causa della disabilità e sommiamoli alla riduzione della qualità di vita della persona con disagio psichico e dei suoi familiari: siamo convinti che la risposta  diventi univoca. Certamente l’aumento di risorse non ha come conseguenza diretta un miglioramento qualitativo dell’offerta dei servizi: la differenza la fanno le scelte di investimento, di orientamento.

Qualcuno poi ha ricordato che per andare nella direzione di servizi di salute mentale qualitativi ed efficaci, è fondamentale porre sempre al centro i diretti interessati, utenti e familiari, che portano una prospettiva e un sapere generanti cambiamenti organizzativi e strutturali per andare verso una salute mentale vista come questione di rilevanza collettiva.

Abbiamo colto alcuni input comuni, portati dai diversi direttori: coinvolgimento attivo di utenti e familiari; esigenza di ridurre gli interventi clinici a favore di quelli più sociali: abitare, lavoro, inclusione sociale; necessità di aprire una riflessione sulla collocazione delle risorse, che seppur scarse potrebbero, per tutti, essere meglio orientate.

Cari amici, di questo e molto altro si parlerà nei prossimi giorni a Màt, noi ci saremo … speriamo di incontrarvi numerosi!

(Modena, 16 Ottobre 2015)