di Radio Liberamente

 

sempre ieri, sempre noi, ma dal palazzo Ducale di Pavullo, dove si è parlato di Auto Mutuo Aiuto.

Ha aperto le danze Morena Minelli, vicesindaco di Pavullo che ha sollevato l’importanza di una comunità che si prende cura; a seguire Vanna Greco, Coordinatrice del Dipartimento di Salute Mentale Area Adulti che ha messo in luce come Màt sia uno strumento potente di prevenzione e cura che nel creare un numero di connessioni infinite, contribuisce ad aumentare quel senso di responsabilitò o meglio co-responsabilità collettiva.

Potremmo quindi aggiungere che, in un certo modo, sia una piccola forma di Auto Mutuo Aiuto che, come diceva ieri Francesco Donini, vicepresidente dell’Arcigay di Modena, moderatore del dibattito, è un modo per “farcela da soli ma non da soli”.

La serata ha avuto una parte di cornice più teorica e una parte dedicata all’esperienza diretta di chi pratica Auto Mutuo Aiuto, ovvero gli utenti e i familiari.

Simona Nicolini, responsabile dei progetti per il Centro Servizi per il Volontariato di Modena, nell’aprire la parte più teorica ha sottolineato tra le tante cose l’origine del termine comunità che dal latino porta in sé il doppio significato di dono e obbligo, un dare e avere che stanno in un rapporto di reciprocità dove quindi tutti noi come cittadini siamo chiamati a un ruolo attivo infatti non a caso gruppi AMA (che a Modena e Provincia sono 40 censiti) sono legati ad associazioni di volontariato.

I gruppi AMA hanno molteplici funzioni e in particolare in tema di salute mentale come sottolineava Tania Gamberoni, Psichiatra del CSM di Pavullo che ha contribuito alla nascita del gruppo ama familiari, contribuiscono ad umanizzare l’assistenza socio sanitaria, a promuovere processi di Recovery e restituiscono responsabilità e protagonismo contribuendo ad alimentare il benessere di comunità.

La parola poi è passata Dario, Danila e Carlo, utenti del CSM di Pavullo e a Lorena, familiare che hanno raccontato il loro punto di vista, la loro esperienza come rappresentanti dei due gruppi presenti a Pavullo uno di utenti e l’altro di familiari.

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È emerso che i gruppi AMA hanno una funzione fondamentale nel sostegno reciproco, nel farsi forza, nel non sentirsi mai da soli ma sostenuti da chi per sensibilità e esperienze simili ti capisce, sa mettersi nei tuoi panni senza sminuirti; i gruppi ama sono quindi fonte di calore umano ma anche uno strumento per condividere strategie tra coloro che vivono direttamente o indirettamente l’esperienza della “malattia mentale”.

Lorena, Rappresentante del gruppo familiari diceva che svolgono un’azione fondamentale di “salvaguardia della nostra salute sia fisica che psichica”.

I gruppi ama sono quindi uno strumento fondamentale di cui anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove la diffusione, essendo efficaci ne sostenere quel senso di comunità che potremmo dire essere stato il filo rosso della serata.

qui da Radio Liberamente è tutto!

(Modena, 23 Ottobre 2015)