di Radio Liberamente

Ieri giornata intensa … ma davvero stimolante.

Alla mattinata sulla Recovery ha fatto seguito un pomeriggio ricco di riflessioni al circolo Arci, Vibra … si è iniziato con la presentazione del libro “Manicomio chimico” di Piero Cipriano, a cui ha seguito il dibattito sulle politiche delle droghe leggere, dal titolo “Giusto o sbagliato non può essere reato”.

Il filo rosso del pomeriggio sono stati una serie di paradossi attorno ai concetti di usi/abusi e legalità/illegalità.

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Piero Cipriano intervistato dalla nostra speaker Chiara Boni ha messo in evidenza le contraddizioni legate all’uso e purtroppo spesso abuso di psicofarmaci … la questione infatti non è dicotomica, ovvero si o no … ma è importante la prescrizione consapevole del farmaco che non può essere lo strumento terapeutico per la “S” maiuscola .. ma deve e può essere un mezzo. Nella pratica quotidiana quella che non dovrebbe essere ammessa è la contenzione farmacologia, dove non ha spazio la contenzione relazionale, il modo si stare con, che dovrebbe essere una competenza-capacità degli operatori che lavorano in psichiatria … ma purtroppo ci sono quelli che non ce la possono fare e quindi invece che produrre descalation, generano escalation.

Le tematiche uscite sono state molteplici … per esempio si è parlato di contenzione fisica, stigma sull’uso degli psicofarmaci creando quindi farmaci accettati e altri che al contrario creano stigma e pregiudizi sociali … per approfondire la tematiche vi invitiamo a leggere il libro e o ad attendere le video conferenze sul canale YouTube.

A seguire come dicevamo vi è stato un dibattito sulle politiche delle droghe leggere “Giusto o sbagliato non può essere reato”; in cui sono intervenuti il Senatore Benedetto Della Vedova, Franco Corleone, Gerardo Bisaccia, Ugo Zamburru, Bruno Giusti, Antonio Leardi, Enrico Tedeschini, Luigi Alberto Pini moderati da Davide Miserendino, giornalista del resto del Carlino di Modena.

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Benedetto Della Vedova ha esposto brevemente la proposta di legge dell’ intergruppo parlamentare “Cannabis legale”, che prevede una politica di depenalizzazione e di regolamentazione della produzione e uso dei derivati della cannabis azioni che avrebbero forti ricadute socio-economiche: la legalizzazione della marijuana può generare introiti fiscali e notevoli risparmi sul fronte del sistema giudiziario e carcerario. Attualmente la proposta di legge giace nella catena di montaggio delle sedute parlamentari.

Franco Corleone, garante dei detenuti della Regione Toscana, sottolinea come le carceri italiane, con le leggi repressive ancora in vigore, stanno vivendo un sovraffollamento. Anche per questo occorre intervenire su una regolamentazione delle sostanze, in particolare la cannabis: agendo in particolare su coloro che definisce “imprenditori della paura” in quanto hanno costruito un senso comune che non si fonda su un sapere scientifico e non ha nulla a che vedere con la realtà: occorre, a suo parere, fare operazioni culturali. “In Italia dal 1990, quasi un milione di giovani sono stati colti a farne uso: com’è possibile criminalizzare un numero così grande di persone? questa è una persecuzione di massa”.

Ugo Zamburru, coordinatore nazionale ARCI sulle politiche di inclusione sociale, sottolinea la necessità di una politica pragmatica sulle droghe come segno di maturità democratica, che sottolinea l’importanza di ricostruire una relazione di fiducia tra le autorità e i cittadini.

Luigi Alberto Pini, direttore Centro Cefalee e abuso farmaci del Policlinico di Modena, sottolinea che l’uso di cannabis non degenera per forza nell’uso di sostanze più forti; però è utile fare particolare attenzione all’uso continuativo nell’ età dello sviluppo, perchè va ad agire sul funzionamento del cervello. Ma questo vale per tutte le sostanze, quello che conta è l’intelligenza!

È emersa l’importanza di andare oltre l’ideologia della droga e la forte penalizzazione; la legge italiana (Fini-Giovanardi) prevede da 6 a 20 anni di carcere senza distingui per uso e detenzione di droghe leggere: a noi pare proprio un’ assurdità; come si può paragonare questo “reato” a quelli per violenza sessuale, a quelli di mafia? Crediamo che sia davvero necessario contribuire alla diffusione di un sapere su questi temi.

Contraddizioni di un sistema ancora troppo paternalistico, che penalizza l’avvio di una politica pragmatica sulle droghe come segno di maturità democratica, che sottolinea l’importanza di ricostruire una relazione di fiducia tra le autorità e i cittadini: come ha sollevato un cittadino e psichiatra nel dibattito “questo è il modo migliore per trasformare le persone in ribelli assoluti”.

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Le logiche proibizioniste e le forti penalizzazioni ledono la libertà individuale e di scelta? Per alcuni infatti rendere legale la cannabis è anche una questione di libertà di scelta, di responsabilità individuale.

Le prospettive con cui guardare a questa tematica sono molteplici: ci auguriamo che se ne parli sempre di più, che si faciliti la diffusione di informazioni per sradicare alcuni luoghi comuni che spesso rischiano e portano alla banalizzazione.

Noi vi lasciamo con questo augurio, che per primi accogliamo e portiamo nella nostra redazione: sarà materiale utile e interessante per le nostre puntate e trasmissioni!

(Modena, 20 Ottobre 2015)

IN ATTESA DELLA RADIOCRONACA DE “LE PAROLE RITROVATE”…